Hyperversum - Cecilia Randall

In poche parole: Ian, Daniel, Jodie, Martin, Donna e Carl si ritrovano catapultati nella Francia del 1214 per colpa di un videogioco difettoso. Da qui iniziano la loro interminabile - per davvero, quasi 800 pagine di duelli e robe varie - avventura in questo mondo sconosciuto per tutti tranne che per Ian, (in pratica) il protagonista principale, che salva il gruppetto numerose volte nel corso del romanzo grazie alla sua conoscenza della lingua e delle usanze del tempo. Gruppetto che in pratica è formato solo da Ian e Daniel, dal momento che Donna e Carl, per colpa di un naufragio, scompaiono dal romanzo per circa 500 pagine per poi rispuntare random verso la fine e Jodie e Martin sono così inutili da fare schifo. Non a caso l'autrice ha capito il suo errore e nel libro seguente i personaggi diventano due (Daniel ed Ian, per l'appunto).

Ma tornando al libro, tutto sommato è carino, un fantasy davvero accurato dal punto di vista storico e con descrizioni oserei dire perfette dei luoghi, dei personaggi, quando però erano ben agglomerate con la trama. Mi spiego meglio. L'unica pecca che non mi ha fatto godere davvero il libro appieno (da qui la valutazione che oscilla tra un tre stelle e mezzo a quattro) sono stati i tanti punti morti della trama che sfociavano in noiosissime descrizioni del... nulla. Pensiero assolutamente soggettivo, sia chiaro, dato che quasi tutti gli amanti del fantasy mi hanno consigliato questo libro molto caldamente.

Meh.